NEWS:
09/01/2012
Presepe vivente a Croce. Una manifestazione che merita il massimo appoggio, anche per l'implicito riconoscimento del valore dell'iniziativa avviata con il Presepe della Chiesetta San Giacomo e proseguita con quello di Mannello all'insegna della continuità.
02/01/2012
Consiglio Comunale del 29/12/2011. Approvato il bilancio preventivo 2011. Dopo un sofferto tentativo di ottenere il riconoscimento dei debiti fuori bilancio, procedura necessaria per la verifica degli equilibri, la seduta è stata rinviata al giorno dopo. In allegato il testo dell'intervento della minoranza.
01/01/2012
AUGURI A TUTTI GLI ITALESI, anche a nome dei nostri orgogliosi antenati, che tanto hanno amato Itala.
30/12/2011
Accettiamo di essere contraddetti da chi ne sa più di noi, ma ci piacerebbe che lo facesse con atti scritti e possibilmente con documenti, senza continuare a buttare parole al vento. Il Sindaco ha cercato di usare i dipendenti come quel comandante, durante la guerra, che ha preso in ostaggio cittadini facendoli marciare innanzi a sé con i fucili puntati e facendosene scudo per non farsi sparare addosso da chi non avrebbe certo ucciso i propri connazionali. Solo che stavolta i dipendenti dovrebbero sapere che ha i fucili scarichi ed è tutto un bluff per ottenere lo scopo di far approvare il bilancio e una delibera che dichiara che è equilibrato e non necessita di interventi di riequilibrio, mentre contestualmente deve ottenere il riconoscimento di debiti fuori bilancio da inserire nel bilancio...dichiarato equilibrato. Veramente un gioco di parole da equilibristi. Se la minoranza mi chiedesse un consiglio direi di approvare il bilancio ed il riequilibrio, ma a condizione che prima venga deliberato l'avvio di azione di responsabilità nei confronti di chi ha causato questo dissesto, fosse anche la precedente amministrazione. Così finalmente vedremo come mai con i soldi che la precedente amministrazione ha lasciato per pagare i debiti, sono stati pagati i debiti di questa amministrazione e quelli sono stati prima occultati e adesso reinseriti come debiti fuori bilancio. Il Sindaco ha dimenticato che i bilanci della precedente amministrazione sono stati approvati dai commissari regionali, proprio per l'ostruzionismo metodico cui ha sobillato l'allora minoranza e parte della maggioranza, oggi tutti maggioranza. Gradiremmo sapere, inoltre, se ritiene legittimo assumere, anche se part time o a tempo determinato, personale esterno, quando vi è un impegno a gestire servizi all'interno dell'unione dei comuni e quando vi è un impegno a riassorbire il personale LSU assunto in soprannumero (e come tale non a rischio di mobilità, contrariamente alle minacce formulate).
28/12/2011
Ci viene riferito che i proventi da concessioni per 99 anni delle aree cimiteriali verranno utilizzati per ripianare disavanzi di gestione in deroga al terzo comma dell'art. 193 DLgs 267/2000 in quanto non consisterebbero in vendite di beni patrimoniali, ma concessioni temporanee. Nel tentativo di trovare soluzioni valide e legittime che consentissero ai consiglieri l’approvazione del bilancio per evitare il dissesto finanziario, avevamo esaminata questa ipotesi, ma è subito apparsa come un artificio per aggirare il divieto aggrappandosi ad una differenza formale non suffragata da alcuna norma. La concessione per 99 anni di un diritto patrimoniale, quale è quello superficiario delle aree cimiteriali, per quanto riguarda il trattamento di bilancio ha la stessa natura dell’alienazione. E’ universalmente riconosciuto che la particolare natura giuridica di un simile istituto non può consentire di equipararlo alla locazione e la cessione per un tempo di fatto illimitato, seppure di un diritto patrimoniale diverso dalla proprietà (il diritto superficiario) impone l’equiparazione all’alienazione. I bilanci degli enti locali sono esattamente impostati su questo regola inderogabile e lo stesso bilancio del comune di Itala, infatti, include le entrate in esame nel titolo IV alla categoria Alienazione di beni patrimoniali “proventi da concessioni cimiteriali – aree, loculi, ecc.”.
27/12/2011
Forse un'opera ipotizzata nel 2009 si avvia a diventare realtà. Speriamo che si opti per un minisvincolo piuttosto che per bretelle d'emergenza.
27/12/2011
Solo una adeguata e fatta per tempo, anziché aspettare di sbatterci contro, previsione nelle valutazioni dei beni avrebbe potuto consentire l'utilizzo di parte del ricavato (plusvalenza) dalle ipotetiche vendite di immobili. E' ovvio che la normativa emanata voglia evitare che si proceda per previsioni, spesso arbitrarie e troppo ottimistiche, per salvare gli equilibri di bilancio. Solo con denaro contante in cassa e non proveniente dal ricavo da alienazioni, ma da eventuali plusvalenze. In poche parole, ingenuamente l'amministrazione ha valutato in modo esoso alcuni beni, ritenendo di poter con esse quadrare il bilancio e invece potrebbe utilizzare a tale fine solo il maggior ricavo rispetto al valore calcolato (plusvalenza, appunto) ottenuto dalla vendita. Facoltà questa consentita dal comma 28 dell'art. 3 della finanziaria 2004, come confermato dal parere della Corte dei Conti del 2011 allegato (pag. 44).
27/12/2011
Una storia vera Nel 2005 il Comune di Itala perse una causa iniziata alcuni decenni prima e doveva pagare una somma consistente, non ricordo l’importo. Il debito era costituito da interessi e, credo, svalutazione su un ritardo con il quale a suo tempo era stato pagato il corrispettivo di un appalto. Poiché si trattava di oneri accessori alla realizzazione di opere, quindi sostanzialmente di acquisizioni patrimoniali, con il dr Giusto abbiamo ipotizzato la possibilità di chiedere il finanziamento alla Cassa DDPP, la quale, notoriamente, non finanzia spese in conto gestione, ma solo per acquisizioni patrimoniali o similari. Ovviamente era una interpretazione un po’ estensiva, per cui nel proporre il riconoscimento del debito fuori bilancio e l’autorizzazione alla stipula di mutuo presso la Cassa DDPP, dopo aver effettuato un’ampia ricerca giurisprudenziale, di concerto con la ragioneria abbiamo inserito la clausola “ove fosse concedibile a parere della Cassa DDPP”. In altro contesto la clausola sarebbe stata implicita, in quanto il Consiglio Comunale con le proprie delibere non impegna certo la Cassa, ma abbiamo voluto inserirla per evitare che venisse attribuita al Consiglio la responsabilità di aver approvato qualcosa che poteva essere considerata, anche a posteriori, illegittima. Come sempre accade quando si riconoscono debiti fuori bilancio, la Corte dei Conti ha richiesto chiarimenti e copia degli atti. A quel punto io pretesi che venisse trasmessa anche la relazione e la proposta sindacale nelle quali si evidenziava che il Consiglio avrebbe approvato il mutuo solo "a condizione", e ciò contro il parere dei funzionari del comune che temevano diventassi io l’eventuale responsabile. Invece la Corte dei Conti ignorò la mia “autoreclamata” responsabilità e, ipotizzando un abuso da parte del Consiglio Comunale per presunta violazione del terzo comma secondo inciso dell’art. 193 del D. Lgs 267/2000, avviò azione di responsabilità contro i Consiglieri che avevano approvato la delibera. Per inciso, di ciò l’attuale Presidente del Consiglio fece ampio argomento di campagna elettorale, ma ovviamente omise di dare altrettanta pubblicità alla sentenza che riconobbe la legittimità dell’operato del Consiglio. Perché ho ricordato questo episodio. Per manifestare una perplessità in merito alla manovra in corso per quadrare il bilancio di previsione 2011. Ripeto, non conosco l’entità del disavanzo da coprire per quadrare il bilancio ed evitare il dissetto (continuo a sostenere: più che evitare a spostarlo al 30 settembre 2012 o quanto meno all’approvazione del conto consuntivo 2011, ammesso che lo presenti questa amministrazione); non conosco la natura di tutti i debiti che si vogliono riconoscere e rateizzare, ma la sensazione è che si stia ignorando il terzo comma ultimo inciso dell’art. 193 del D. Lgs 267/2000, e stavolta senza esimenti in quanto non si tratta di ipotizzare l’assunzione di mutuo, ma l’utilizzo dell’alienazione di beni patrimoniali (terreno a pascolo, aree artigianali o cimiteriali che siano). Ps: I consigli o i pareri orali anche di persone competenti o autorevoli dovrebbero sempre mettere in allarme, non tanto per ipotesi di mala fede di chi li dà, che spesso non sussiste e, ritengo, neppure in questo caso, ma perché spesso vi sono delle premesse e presupposti che non vengono evidenziati o rispettati.
25/12/2011
Alcune iniziative sembrano piccolissime, altre strumentali, altre ancora pilotate, ma tutte sono come un seme messo nella terra. Non importa chi è che lo interra o chi ha dato l'incarico o lo spirito con cui viene interrato. Se la terra è buona esso germoglierà e sarà un albero. Gesù oggi è nato per tutti.
23/12/2011
L'Amministrazione Comunale ha scelto come agire. Poteva scegliere la via maestra e gestire con intelligenza e competenza la crisi. Invece ha scelto di chiedere ai creditori una dilazione del termine di pagamento, promettendo il riconoscimento dei debiti da parte del Consiglio Comunale ed il pagamento entro due anni. Non conosciamo l'esatto ammontare dell'esposizione debitoria del Comune. Osserviamo però che la scelta operata è troppo semplicistica e di dubbia legittimità tecnico-giuridica: il problema non è di liquidità (per la cui carenza la soluzione della dilazione proposta sarebbe ineccepibile e legittima), ma di competenza d'esercizio. Lo spostamento al bilancio triennale con sopravvalutazione artificiosa dei beni da vendere per realizzare il pareggio. Qualunque riconoscimento del Consiglio Comunale non potrebbe che riferirsi all'intero debito, comprensivo di sorte capitale, interessi, spese, ecc., anche se dilazionato, quindi le carenze di bilancio permarrebbero e dovrebbero essere camuffate. A meno che il fine sia un altro diverso da quello dichiarato. Infatti con le procedure che sembra verranno attuate si otterranno questi effetti, nel breve termine: 1) Spostare al 2012, e con i tempi tecnici necessari, nel secondo semestre, la dichiarazione di dissesto; 2) trasferire la responsabilità dei debiti al Consiglio Comunale; 3) e, ipotesi non peregrina conoscendo l'attore, infilare tra i debiti qualche riconoscimento di debito non dovuto (ma questo si vedrà, anche se l'urgenza e la ristrettezza dei tempi rimasti indurranno a qualche superficialità di verifica). Sul primo punto il risultato è sicuro, conoscendo i tempi della burocrazia. Sul secondo punto il vantaggio per i sindaco è sicuro: Al momento l'unico responsabile, dal punto di vista economico e penale, è l'esecutivo. Con il riconoscimento dei debiti e l'approvazione di un bilancio artefatto, la responsabilità verrà trasferita al Consiglio, sia nei confronti del Magistrato contabile (debiti non riconoscibili, interessi legali e commerciali, spese legali, ecc), sia nei confronti di quello penale (falso in bilancio). Che la Corte dei Conti interverrà non vi è dubbio, per legge deve valutare tutti i riconoscimenti di debito fuori bilancio e avviare azione di responsabilità per i debiti o i maggiori oneri che si potevano evitare. Che la Procura della Corte dei conti sarà obbligata a trasmettere gli atti alla Procura della Repubbica non vi è altresì dubbio, per le omissioni riscontrate. Con l'ulteriore responsabilità per il Consiglio Comunale, organo competente per la materia, di non aver accertato e dichiarato lo stato di dissesto. CONSEGUENZA di tutto ciò sarà l'impossibilità di gestire la procedura di dissesto salvando i posti di lavoro, in quanto l'avvio delle indagini dei Magistrati contabili e penali bloccherà, quanto meno per i primi tempi, ogni iniziativa di rimodulazione dei servizi, unica strada per mantenere l'occupazione. Il dissesto non può piacere a nessuno, perché tutti ne subiremo le conseguenze, ma aggravarle per tentare di sfuggire alle proprie responsabilità scaricandole su altri è senz'altro disdicevole.

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