Refezione: atto primo scena seconda

Ho concluso la scena prima dicendo "con questa scelta": mi riferivo alla scelta di esternalizzare il servizio di Refezione scolastica, scelta che consentirà qualche assunzione sottopagata non condizionata da scelte di evidenza pubblica, ma finirà per allontanare la stabilizzazione del personale esistente. La difficoltà del sindaco di affrontare la discussione sull'argomento appare già dalla sofferta presentazione della proposta fatta, ammissione del disagio di dire qualcosa che ne nasconde un'altra. Il sindaco non è nuovo a queste performance, già sin dal programma di presentazione istituzionalizzò questo comportamento, indicando due assessori designati che poi non furono nominati.

Oggi viene esternalizzato il servizio, però, "non si tratta di una esternalizzazione vera e propria, ma solo di un passaggio di mano". La refezione resta tale e quale, solo sarà gestita da altre persone scelte dalla ditta che si aggiudicherà l'appalto, e sempre nelle stesse cucine comunali. Con ciò i genitori sono tranquillizzati.

Non affrontiamo gli aspetti legali di una tale soluzione, ci penseranno altri, noi ci chiediamo: ma perchè esternalizzare il servizio? Assodato ormai che ciò che viene detto non è o non sarà, cerchiamo di capire i perchè e i percome ipotizzando che sarà o sarà fatto ciò che viene taciuto o il contrario di ciò che viene detto.

Intanto viene fatto un riferimento alle polemiche recenti sulla refezione rispetto alle quali si dice di voler sorvolare, lasciando sospettare che potesse esserci un motivo legittimo, non dichiarato per amor di patria, per esonerare dalla refezione il personale addetto. Ma il consigliere D'Angelo prontamente ricorda che la polemica ed i problemi sono stati solo di natura economica (non avevano pagato i fornitori e, senza rifornimenti, le scorte erano andate diminuendo).

Utilizzando la tecnica di sminuire i meriti della gestione attuale, mostrando di voler fare un riconoscimento poco convinto, si afferma (interessante la mimica) che "la qualità, diciamo, è stata apprezzata dai genitori".

Quindi subdolamente si lascia intendere che la refezione ha sempre funzionato, ma il servizio, un po' per le polemiche, un po' perchè i genitori hanno mostrato, sì, apprezzamento, ma senza troppo entusiasmo, meglio cambiare il personale che forse non si è dimostrato adeguato. E' una dichiarazione di insufficienza verso il personale che ha gestito fin'oggi? E' una dicharazione di insufficienza per la nuova responsabile della refezione? Certo non pensiamo si volesse dire che andava meglio quando c'era la precedente responsabile. Intanto veniamo tranquillizzati con l'assicurazione che sarà preoccupazione dell'amministrazione riuscire a mantenere la stessa qualità.

In definitiva l'esternalizzazione non diminuirà i costi del servizio (ma non li aumenterà, si dice), il comune spenderà lo stesso importo che spendeva per l'acquisto delle forniture, del gas, ecc. e in più avrà ben dieci unità libere per altri servizi (turismo, polizia municipale, ecc.). La ditta che svolgerà il servizio si accollerà per lo stesso importo l'acquisto dei viveri e del materiale di pulizia e la preparazione dei cibi, si presume pagata solo per i pasti che confezionerà. L'appalto, quindi, dovrebbe essere rapportato al numero variabile delle presenze giornaliere, se no la ditta riceverebbe un vantaggio venendo pagata per pasti non forniti. Ma la ditta potrebbe pretendere un indennizzo per il personale che comunque dovrebbe impiegare, indipendentemente dalla circostanza se cucinare per 10 o per 100 alunni. E allora? paghiamo anche i pasti non forniti per gli assenti? Gli assenti dovranno pagare anche i pasti non fatti o se ne farà carico il comune?

Ancora, la ditta dovrà accollarsi anche la manutenzione delle cucine, mentre dovrà compensare il comune per l'uso dei locali comunali. E per lo stesso importo dovrà fornire il personale (cuoco e aiuto cuoco e incaricato della pulizia della cucina), mentre gli inservienti dovrà fornirli sempre il comune. Quindi non è che proprio tutte le unità verranno liberate. Il tutto moltiplicato per due (due cucine). E, sempre con lo stesso importo, la ditta dovrà fare il suo guadagno. Certo non lo farà riducendo il personale o sottopagandolo, certo non lo farà risparmiando sulle forniture che saranno sempre di prima scelta. Siamo proprio curiosi di vedere l'attuazione di questa iniziativa.

Intanto continuiamo a chiederci: ma perchè esternalizzare un servizio egregiamente svolto solo per cambiare il personale?