Perchè il
silenzio |
Da più parti ci si chiede come mai la minoranza consiliare abbia ridotto i propri interventi sulla scena amministrativa, limitandosi a poche interrogazioni o interpellanze e svolgendo solo il controllo istituzionale sull’operato dell’amministrazione attiva senza procedere alle denunce o segnalazioni agli organi tutori (Assessorato Regionale, Corte dei Conti, Procura della Repubblica) per quei casi che appaiono illegittimi o peggio. Qualcuno chiede pure come mai anche il sottoscritto abbia ridotto la manifestazione delle proprie considerazioni sulla gestione in generale del comune, reclamando un comizio o altre misure di pubblicità per controbattere alle bugie (ed alle giustificazioni delle proprie catastrofi con addebito alla precedente amministrazione) che da parte degli attuali amministratori vengono diffuse, ma in modo discreto, senza il coraggio di scriverle o di dirle in presenza di più persone. Consentitemi prima di esprimere il mio pensiero, di raccontarvi
un episodio di cui sono stato testimone alcuni mesi addietro: Quanto sopra è emblematico, ma con ciò non voglio sostenere che non bisogna parlare, contestare le bugie, denunciare, quanto meno all’opinione pubblica, le malversazioni e quanto appaia in danno alla collettività. C’è però qualcosa che non torna, non quadra. Cominciamo dall’inizio. Quando si pensava che in consiglio si sarebbe discusso sulle scelte dell’amministrazione con la disponibilità a prendere in esame i punti di vista di altre forze, quando si pensava che la segnalazione di enormi o grossolane illegittimità sarebbero state prese in considerazione per evitare disastri, ho visto la minoranza all’opera costruttiva, impegnata in un dibattito aperto e leale. Ma quando i consiglieri di minoranza (e, se non vado errato, a volte anche quelli di maggioranza) si sono trovati di fronte un muro di gomma insonorizzato, quando si è lasciato passare senza alcun ravvedimento un bilancio fondato sul nulla, con previsioni manifestamente errate e false, senza alcuna ricerca di un minimo di legittimità, quando si sono mantenute decisioni, appalti o convenzioni ed incarichi illegittimi, malgrado le pubbliche segnalazioni con interpellanze e dibattiti consiliari, allora ci si è chiesti quale gioco conducesse l’amministrazione. Perchè non si gestiscono le situazioni debitorie, ma si esasperano i creditori fino ad indurli a promuovere decreti ingiuntivi, anche per debiti per i quali i fondi sono in cassa e regolarmente impegnati? Da qui un sospetto. L’amministrazione (e dicendo
amministrazione non intendo tutti gli amministratori, e per capire meglio
basta cercare le presenze in giunta e l’assunzione di paternità
di alcune delibere che un domani saranno fonte di responsabilità,
se non altro economica) è consapevole di andare allo sfascio, e,
come del resto ha iniziato da subito, cerca di far ricadere su altri la
responsabilità. Prima, sulla precedente amministrazione, continuando
a ripetere all’infinito che non ha lasciato soldi, ma enormi debiti,
poi, se la minoranza fosse caduta nel tranello, sull’opposizione,
che con le sue “vili denunce” non ha consentito di amministrare. Credo che sia per questo che come il sottoscritto, anche
i consiglieri di minoranza sono ammutoliti di fronte ad un comportamento
a dir poco strano e direi subdolo, perché alla fine, grazie alla
Bassanini, se sugli amministratori ricade la responsabilità politica,
la responsabilità economica ricadrà sugli assessori colpevoli
di delibere illegittime e per la gran parte sui funzionari e titolari
degli uffici. Mentre scrivo mi giunge il fax con la convocazione
del Consiglio Comunale per il 16 settembre con due argomenti importanti:
L’aggiornamento del piano di Protezione Civile e la esternalizzazione
della refezione scolastica. Non pensavo che l’attuazione di uno scellerato
patto elettorale avrebbe portato tanto sfacelo. |