Lettera aperta ai Realizzatori dei programmi di contabilità

Signori Programmatori,

Al pari dell'inventore della procedura di fissione nucleare e di scissione dell'atomo, Voi non siete responsabili dell'uso improprio che gli amministratori dei comuni fanno del Vostro schema di bilancio. Vi ringrazio per il grande ausilio che con questi programmi date agli operatori finanziari, ed io, per l'esperienza fatta, sia professionale che di amministatore, apprezzo molto la grande importanza che un buon programma ha per evitare di dimenticare qualcosa o per intercettare squadrature e incongruenze. E scrivendo, penso ai programmi ormai di uso comune per redigere la dichiarazione dei redditi, per stilare un bilancio di una qualunque impresa o società, diventati così complessi per le norme da attuare, che senza un buon programma sarebbe oltremodo difficile redigere.

A questo punto, si penserà, se fa tutto il programma, a che serve il professionista? E qui entra in gioco la capacità umana, capacità che, per rispettare l'impegno assunto di darci il libero arbitrio, il buon Dio ha lasciato gestire agli uomini, i quali, di tutto, sono in grado di farne uso o abuso.

Ovviamente, prendiamo ad esempio una dichiarazione dei redditi (per il periodo in cui scrivo è l'argomento che più mi viene in mente), il risultato dipende dai numeri che si inseriscono nel programma:

Prima variabile umana: se consapevolmente o involontariamente sbaglio un numero, il risultato sarà falsato.

Seconda variabile umana: un buon professionista (spesso aiutato dal contribuente che più del professionista subisce gli effetti dei risultati) con una prima verifica fa un raffronto, prima intuitivo e, se non tranquillizza, analitico, tra la dichiarazione dell'anno precedente e quella nuova, così da verificare se a numeri diversi i risultati sono coerentemente diversi e di quanto. Faccio un esempio: Se nel 2008 ho inserito 4.000 € di spese mediche che nel 2007 non c'erano, l'imposta deve risultare minore del 2007. Se così non fosse dovrò verificare che non ci siano differenze in aumento di entrate e procedere analiticamente finchè non individuerò le ragioni della differenza. In ogni caso, per avere risultati che mi consentano di creare una dichiarazione accettabile dal sistema, devo compilare tutti i quadri previsti, se non lo faccio, il programma mi segnala errore e, non solo non crea una dichiarazione trasferibile al sistema, ma non la stampa neppure. Per finire, se da qualche parte ho segnalato che c'è il quadro C, devo compilare il quadro C. Posso barare, mettere numeri a caso, ma devo compilarlo.

E veniamo ai Comuni, anzi, per non sparare nel mucchio dirne uno a caso, al Comune di Itala. Voi, Signori Programmatori, siete stati ingenui. Avete pensato di creare un supporto per aiutare le Ragionerie e gli amministratori in buona fede. Le Ragionerie, come sempre quando si fa un bilancio, prima inseriscono i dati certi ed i dati obbligatori (entrate certe, spese per il personale, rate mutui, consumi, ecc), poi chiedono agli amministratori di fornire il programma con le loro previsioni, di entrate e di uscite, segnalando il disavanzo da coprire. Un buon amministratore spesso, prima ancora di porre l'attenzione alle entrate, inserisce le spese che, da amministratore, sa essere obbligatorie: la prima che mi viene in mente é la manutenzione strade, ma ce ne sono altre che adesso mi sfuggono. Certamente, in prima istanza, non inserisce spese per feste e contributi ad associazioni, non inserisce spese per convegni e missioni. Quindi inizia le previsioni di entrate e, in funzione delle esigenze, comincia ad apportare variazioni (anche perchè il bilancio, volenti o nolenti, deve quadrare). Ma le variazioni devono avere un fondamento, non possono essere apportate a caso, avulse dalla realtà locale. Per esempio, per inserire una previsione di entrata da recupero evasione ICI deve avere sia un preciso quadro del patrimonio immobiliare assoggettabile ad ICI e non denunciato dai possessori, sia una circostanziata relazione tecnico economica con tanto di riscontri analitici da parte dell'Ufficio Tecnico, dell'Ufficio Tributi, del Capo Area Economica e del Segretario o Direttore Generale. Seguendo l'esempio dell'ICI: se l'Ufficio Tecnico dice agli amministratori che ci sono 100.000 mq di aree edificabili, secondo il nuovo PRG, l'Uffico Tributi calcolerà l'imposta dovuta e eventuali sanzioni, ma l'Uffico Tributi sa anche che vi è una norma che prevede che la variazione urbanistica di an'area deve essere notificata al proprietario perchè possa costituire fonte di tassazione, quindi trasmette tutto al Capo Area Economica ed al Segretario o Direttore Generale perchè valutino la circostanza. Il Capo Area valuterà che il medesimo recupero non sia stato inserito anche nell'anno precedente, il Segretario nonché Direttore Generale, organo di estrema importanza di supporto legale al sindaco, valuterà le ragioni legali. Infine tutti gli atti con le rispettive relazioni vanno consegnati all'Assessore al Bilancio e, nei piccoli comuni, al Sindaco, perchè traggano le dovute conseguenze. E Voi Programmatori avete previsto nel programma che le conclusioni giustificatrici dell'inserimento della variazione di previsione in bilancio venissero evidenziate in apposito quadro della relazione. Qui, però, sta la Vostra ingenuità: non avete previsto un blocco in caso di omesso inserimento dei motivi delle variazioni. Ciò avrebbe imposto di esporre una ragione, magari inesatta, magari inconsistente, ma di dire comunque un perchè. Invece, in mancanza di un blocco, il Vostro programma consente di stampare una relazione carente di motivazioni e gli amministratori si sentono in diritto di fare previsioni a caso (mi verrebbe in mente un termine più consono, ma troppo evocativo). Per cui a buona ragione si può dire che un bilancio così fatto non solo è un bilancio inattendibile, ma è un bilancio del caso.

Nino Crisafulli