Lenta agonia di un paese

Si, è proprio una lenta agonia del paese, di un paese nel quale all'immobilismo ed all'inerzia dell'amministrazione si è aggiunta una disastrosa alluvione. Disastrosa non tanto per gli effetti materiali, che, seppur seri, non sono stati gravi come nelle vicine comunità, quanto per gli effetti riflessi, avendo, da un lato, fornito un presunto alibi agli amministratori, dall'altro bloccato il progresso del paese, già minacciato dalla dissennata azione ed inazione dell'amministrazione pubblica.

Il sindaco, sempre più assente dalla vita amministrativa e programmatica del paese, mantiene un ferreo controllo sugli assessori, rintuzzando eventuali inopportune voglie di fare di qualcuno di essi e arrogandosi competenze che gli sono del tutto sconosciute.
Il consiglio comunale è ridotto ad una inutile istituzione, chiamata solo a ratificare scelte ed iniziative avviate sulla scia ed al seguito di altri comuni.
La struttura amministrativa, lasciata a sè stessa, è allo sbando, senza direttive, nè indirizzo gestionale, questuando le figure apicali e dei posti strategici ai comuni viciniori, svilendo le professionalità costituitesi all'interno dell'organico comunale e alimentando beceri clientelismi e sudditanze di cittadini, impiegati e amministratori, con promesse di concedere come favore ciò che invece spetta per diritto e non riuscendo neppure a mantenere le promesse, per l'incapacità di gestire adeguatamente gli atti amministrativi. Sono stati smantellati i servizi che iniziavano a fare di Itala un comune all’avanguardia, e non c’entra niente l’alluvione, i disastri amministrativi sono precedenti. Non si trova più traccia di gestioni che costituivano un presupposto di civiltà e sviluppo: il servizio di minibus, la biblioteca comunale, il campo di tennis coperto, l’arredo urbano a Itala Marina. Mi chiedo, che fine hanno fatto le somme del contributo regionale, che nel marzo 2007 erano in cassa, non ricordo se 40.000 o 60.000 euro, per la piazza Cuppari?
Finalmente è entrata in funzione l’illuminazione di un tratto della SP29 da Itala Marina verso Itala Superiore, realizzata con il finanziamento di 124.000,00 euro ottenuto tramite l’On.le Avv. Nino Gazzarra nel 2006, ma la realizzazione irregolare rischia di avviare un contenzioso con la Provincia, ente proprietario della strada.

E' stata eliminata la refezione scolastica promettendo un servizio migliore e meno costoso e assicurando che il personale non più impegnato nella refezione sarebbe stato assegnato al turismo ed al suo rilancio. L’estate del 2008 è passata. quella del 2009 anche, senza alcuna iniziativa turistica. Forse, in previsione dell’alluvione dell’ottobre 2009, si è preferito risparmiare le energie. Ovviamente l’alluvione non ha impedito di portare avanti l’iniziativa del gemellaggio avviata dalla precedente amministrazione di Alì, che aveva coinvolto diversi comuni della riviera. Ci chiediamo quali pacchetti turistici hanno confezionato i rappresentanti dell’amministrazione che si sono recati in Romania per portare turisti ad Itala. Quali operatori turistici o commerciali sono andati? Quando vedremo i primi turisti rumeni a Itala? Oppure, quali prodotti venderemo in Romania? Possiamo esprimere il pensiero che il ge-mellaggio sia stato solo un viaggio di piacere? A spese del comune, ovviamente, anche se quando è stata proposta l’iniziativa (io ero sindaco) le spese erano previste a carico del finanziamento di un consorzio turistico.

So bene che non vale a nulla recriminare, ed ormai so bene che nessun effetto di ravvedimento potrà avere ciò che scriviamo o diciamo. Ma la responsabilità non è del sindaco, dico meglio, non è solo del sindaco. La responsabilità è anche di chi crede di poter ottenere, da chi abbiamo mandato ad amministrarci, favori che contrastano con l'interesse collettivo; di chi crede che prendersi un misero stipendio senza fare niente sia meglio che guadagnarselo lavorando e acquisendo professionalità, poichè la professionalità gli consentirà di mantenersi il posto e migliorare lavoro e stipendio; di chi aspetta che siano gli altri a risolvergli i problemi.
Recentemente in un libro ho letto questa storiella: “Un uomo è in una casa e c'è una grande inondazione. Il fiume ha riempito d'acqua il piano terra, ma arriva una barca per salvarlo. Però lui dice: "No, andate via. Mi salverà Dio". E va al piano di sopra. L'acqua continua a salire. Arriva una seconda barca e lui ripete:"No,andatevene. Mi salverà Dio". Ma il fiume continua a salire e l'uomo si rifugia sul tetto. Arriva un elicottero e lui insiste: "No, andatevene. Mi salverà Dio". E l'elicottero vola via. Poi l'acqua sommerge il tetto e l'uomo annega. Un attimo dopo è in cielo, vede Dio e gli chiede: "Dio,perchè non mi hai salvato?" E Dio scuote la testa e risponde: "Strano, non capisco cosa non abbia funzionato: ti ho mandato due barche e un elicottero”. Non esattamente, ma un po' è come dire: "aiutati che Dio t'aiuta".

Sempre più sembra diffondersi il desiderio che siano altri a risolvere i nostri problemi: la minoranza consiliare, i Carabinieri, la Procura della Repubblica, e via dicendo. Ovviamente, ciascuno di loro potrà svolgere il suo compito, e certamente lo svolgerà, ma siamo noi che per salvarci dobbiamo utilizzare gli strumenti che ci vengono offerti, e quando li abbiamo, magari solo per 24 ore, impariamo ad utilizzarli, da cittadini adulti, maturi, non da sudditi, non dobbiamo rifiutarli, non svendiamoci per un piatto di lenticchie, anzi per la promessa di un piatto di lenticchie.