65 anni

Un meraviglioso Padre Cacciola, festeggiato da quella che chiama “la sua famiglia”, in un clima di allegria e affetto, nasconde la commozione dietro un burbero rimbrotto che non convince nessuno.
Ha saputo dare amore a chi lo ha meritato.
Ha creato una corale, la “Corale Immacolata”, che va oltre ogni confine delle umane aspettative.
Il suo amore, come i semi del seminatore della parabola, è caduto su terreno fertile ed ieri ne abbiamo constatato i frutti.
Già abbiamo apprezzato l’impegno e la professionalità acquisita, ascoltando il canto delle mirabili preghiere; e, sulle ali di quel canto, la mente tornava a tempi passati, recenti e meno recenti, al canto ascoltato al Palacongressi di Taormina, alla Corale degli anni passati, del tempo che fu.
E come per incanto, in una misteriosa unione di realtà diverse, vuoi perché elementi della Corale sono anche componenti della Banda Musicale, vuoi perché l’armonia del canto e della musica di entrambi è stata ascoltata negli stessi luoghi, vuoi, infine, perché la bellezza ed il fascino emanato da quei volti si trasmette a questa terra, a questo paese nel quale sono vissuti i nostri padri e, prima di essi, i nostri antenati, come per incanto, sulle ali di quel canto, sfilano davanti agli occhi i volti di queste meravigliose persone, bellissime, dolcissime, giovani e meno giovani, ragazze e ragazzi, e sfilano anche i volti che emergono da quelle antiche foto, le meravigliose somiglianze che ci fanno sospettare che siano gli stessi, tornati a continuare le azioni intraprese, e la fierezza di quegli antichi sguardi si confonde con la vivace intelligenza di questi, testimoni viventi di un mondo vivo, vitale, che crede nell’amore e che, avendone ricevuto tanto, lo vuole ricambiare.
E non c’è fatica che conti, come la poetessa Nina ha, con spontanea maestria, raccontato, non c’è sacrificio che non valga la pena affrontare per realizzare quello che è stato un sogno di Padre Cacciola ed oggi anche loro.
Mons. La Piana ci ha ripetuto ciò che sembra così ovvio che spesso lo dimentichiamo: “chi canta prega due volte”.
Padre Cacciola e la Corale non solo ci hanno insegnato a pregare due volte, ma sono riusciti a rafforzarci nell’amore per Itala, nell'intimo convincimento che un paese che da questi frutti non può morire e non morirà mai.